Android Pie

Con svariate settimane di anticipo rispetto all’uscita dei nuovi smartphone Pixel previsti per il mese di ottobre, Google ha tolto ufficialmente i veli alla sua prossima versione di Android, la numero 9 battezzata ufficialmente (e senza troppa fantasia) Android Pie. L’aggiornamento riguarderà inizialmente i telefoni Pixel di prima e seconda generazione, che già possono scaricarlo, mentre per gli altri smartphone arriverà più in là. Diverse le novità portate in dote, molte delle quali sono già state anticipate nel corso dei mesi durante i quali il software era comunque disponibile in versione preliminare. Tra le più succose, Google tiene a mettere l’accento su un utilizzo intenso di algoritmi di machine learning per migliorare l’esperienza d’uso del dispositivo in modi discreti ma efficaci.

Android P adaptive
La nuova luminosità adattiva (oltre a basarsi come di consueto sulla luce ambientale) prenderà per esempio come indizio le abitudini dell’utente per regolare la brillantezza del display; la funzione di batteria adattiva controllerà invece quali app usiamo di meno nel corso della giornata e del mese, dando loro meno possibilità di richiedere risorse al processore del telefono quando non attive.

Azioni delle app è una funzione che in base all’orario della giornata, al luogo e ad altre informazioni contestuali propone già dalla griglia di lancio delle app alcune azioni specifiche che possono velocizzare l’uso del telefono, proprio sotto alla lista delle app più utilizzate. Al mattino prima di andare al lavoro, il sistema operativo può per esempio proporre di far partire immediatamente la navigazione di Google Maps per la relativa sede, oppure l’avvio dell’ultima puntata della propria serie tv preferita verso l’ora di cena.

Android P azioni
Porzioni mostra invece pezzetti di informazioni provenienti dalle app installate nel momento in cui vengono cercate attraverso l’apposita barra di ricerca Google: cercando Lyft per esempio compaiono direttamente le tariffe delle tratte in partenza dalla propria posizione a quelle raggiunte più frequentemente. Quest’ultima funzionalità sarà resa disponibile soltanto a partire dall’autunno, insieme a un’altra delle novità più attese dell’aggiornamento: il pacchetto di opzioni e strumenti dedicati all’utilizzo consapevole dello smartphone, che tengono d’occhio il tempo di utilizzo di app e servizi permettendo di impostare notifiche e azioni specifiche quando perdiamo troppo tempo davanti allo schermo. Da subito invece gli utenti raggiunti dall’aggiornamento avranno a disposizione un rinnovamento generale dell’interfaccia grafica, che gli ingegneri Google hanno pensato per mettere tutte le funzioni più importanti di smartphone e tablet a portata di meno tocchi possibile.

Android P wellbeing 2
Posto che l’aggiornamento ormai è ufficiale, resta comunque difficile anticipare quando Android Pie arriverà effettivamente sugli smartphone dei diversi produttori. Alcuni costruttori, come Essential, sono già riusciti a realizzare il pacchetto di aggiornamento per il proprio telefono; altri, come OnePlus la metteranno a disposizione per alcuni modelli selezionati del proprio catalogo entro l’autunno; per tutti i rimanenti occorrerà attendere informazioni di prima mano provenienti da ciascuno.

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