Intelligenza Artificiale

“Se l’intelletto diventasse non solo produttore, ma anche prodotto della tecnologia, potrebbe allora generarsi un circolo vizioso imprevedibile e dalle conseguenze potenzialmente pericolose”, scrive Murray Shanahan, professore di robotica cognitiva dell’Imperial College di Londra. Il suo libro, La rivolta delle macchine (Luiss University Press) è incentrato su una possibilità da sempre dibattuta nella storia della tecnologia e spesso ritenuta in bilico tra la fantascienza e la realtà: quella della “singolarità tecnologica”, definita come un momento di “cambiamento talmente radicale da far terminare le cose umane così come le comprendiamo oggi” per via dell’avanzamento tecnologico progressivo nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle neurotecnologie.

Si tratta, insomma, del topos della rivolta delle macchine che, presa finalmente coscienza di loro stessi, sfuggono al controllo degli umani e del potere esercitato da questi ultimi su di essa.

Una delle strade per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è quella dell’emulazione del cervello umano, un processo composto dalla mappatura, dalla simulazione e dall’incarnazione della mente umana in un contesto tecnologico e potenzialmente umanoide che replichi gli 80 miliardi di neuroni connessi “copiandoli in forma di elementi elettronici in chip di silicio”, come ha sintetizzato Sidney Perkowitz sulla Los Angeles Review of Books qualche anno fa recensendo l’edizione inglese del libro di Shanahan.

I limiti per lo sviluppo di questo processo sono puramente tecnici e dovuti ai limiti di capacità di calcolo della tecnologia attualmente disponibile, superabili col tempo. Per Shanahan, la mappatura completa del cervello di un topo (a quel punto “avremo fatto uscire il genio dalla lampada”, scrive l’autore) porterebbe piuttosto velocemente alla creazione di un’intelligenza artificiale di livello umano e, di conseguenza, a una super-intelligenza generata dal suo autosviluppo e dall’eliminazione degli umani dal loro ruolo centrale di creatori.

Con conseguenze imprevedibili. Per Murray Shanahan, questi non sono più discorsi da libro o film di fantascienza, ma scenari possibili che occorrerebbe tenere in considerazione già da ora. Murray, che nel 2014 ha fatto da consulente scientifico per il film Ex-Machina di Alex Garland, quello dell’emulazione del cervello umano è però solo uno dei possibili scenari di sviluppo dell’intelligenza artificiale.

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